UN MANIFESTO PER LA PROSSIMA GENERAZIONE

Io, Cittadino d’Europa…

voglio impegnarmi e ti chiedo di collaborare per portare l’Italia, fuori dall’immobilismo, dalla demagogia della spesa a fini elettorali, dalla burocrazia e dalla mancanza di innovazione tecnologica che ne stanno corrompendo la democrazia e, peggio, le sue istituzioni sempre più percepite dai cittadini come ostili e anacronistiche.

Io, Cittadino d’Europa vedo nel formidabile sforzo per il rilancio della nostra economia che si concretizza in 80 miliardi di sussidi e 120 di prestiti una opportunità di portata storica che non può essere affidata agli uffici ministeriali senza una ampia discussione sulle priorità di medio e lungo termine che generi condivisione da parte dei cittadini dei progetti da presentare alle istituzioni europee.

Io, Cittadino d’Europa so che cosa manca all’Italia per entrare veramente nel novero dei paesi avanzati, affidabili e competitivi, so bene che sono gli investimenti in tecnologia e infrastrutture, nella ricerca e nella formazione innovata le leve per lo sviluppo futuro di una economia competitiva e green, ma so anche che lo Stato è gestito da un sistema democratico malato dove il potere si conquista spesso attraverso false promesse e l’umiliazione spettacolarizzata della conoscenza e della verità.

So che c’è bisogno che io faccia sentire la mia voce per impedire che il denaro, cioè il debito futuro, che deve servire alla generazione incarnata dai giovani di oggi e aiutarli ad acquisire conoscenze sufficienti a generare ricchezza e benessere per sé e per costruire una famiglia, per avere un lavoro dignitoso e ben retribuito in un quadro di normative, di servizi sanitari e di fiscalità di livello europeo, non venga sperperato nei mille rivoli dello spreco e del sussidio improduttivo.

So che c’è poco tempo e che l’impresa è importante. Per questo dobbiamo rimboccarci le maniche.

Questa è la missione che chiedo di sottoscrivere a chi vede la mano che ci tende l’Europa come un invito ad alzarci in piedi, a tirare fuori i valori di trasparenza, efficienza e competenza oltre alla doverosa solidarietà per chi è in difficoltà immediata, per dimostrare a noi stessi, prima che ai nostri partner europei, che siamo capaci di tornare ad essere ammirati come un tempo coi nostri prodotti, con la nostra cultura, col nostro stile di vita.

1° febbraio 2021

“Caro amico,

a tutti noi è nota la gravità della situazione politica, amministrativa e finanziaria in cui verserà l’Italia da oggi e per tanti anni a venire. La realtà di una economia e di una società evoluta come la nostra è molto complessa. Non vi sono ricette semplici e soluzioni facili ai tanti problemi ed alle tante contraddizioni della nostra realtà nazionale. Inoltre, cambiare è estremamente difficile perché il nostro sistema amministrativo è statico e autoreferenziale e la politica non ha la forza di riformarlo se non sostenuta da una forte spinta popolare.Per evitare dispersioni e deviazioni dagli obiettivi vi chiediamo di aderire a due principi base che ispirano ogni nostra riflessione: il primo è un europeismo2 sincero e deciso, basato sulla conoscenza delle istituzioni e delle regole europee. Il secondo è il principio di moderazione dei toni e dei termini nonché del rispetto delle opinioni.Questo è il momento di sostenere l’unica categoria sulla quale vale davvero la pena investire, i giovani. Occorre dare loro conoscenze sufficienti e strumenti per inserirsi nel mondo del lavoro, per generare a loro volta impresa, in un contesto di giustizia fiscale e di sburocratizzazione del lavoro.È questo il momento di difendere la libertà di fare impresa e di generare il carburante indispensabile per accendere il sistema Paese e un rinnovato vigore economico. Non basteranno gli incentivi a pioggia – assicurati dal Governo, grazie al denaro offerto dal Recovery Fund, per fermare il declino economico, l’aumento delle disuguaglianze e la riduzione di prospettive per i giovani. Per riformare la Sanità, la Giustizia, le Infrastrutture, l’Amministrazione pubblica, il sistema fiscale è necessario che oggi si investa prima di tutto sulla formazione, innovazione tecnologica, giustizia fiscale e semplificazione.Assieme ad alcuni giovani abbiamo cercato di trovare il bandolo di questa intricata serie di vincoli e impedimenti che lasciano i giovani fuori dalla realtà economica del mercato costringendoli a perdere fiducia nel sistema democratico: con loro vorrei che si potesse creare uno spazio di discussione che sia in grado di elaborare proposte economiche e politiche che riducano la disoccupazione, migliorino il processo di inserimento nell’impresa oltre a favorire l’imprenditorialità giovanile.”

Daniele Vacchi

Founder Làb ora